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chi sono

Dr. Marina Ugolini psicologa
Nata a La Spezia il 25 gennaio 1963

  • Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli studi di Torino
  • Iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia n° 16431
  • Counselor con Metodo Psicodrammatico e tecniche attive
  • Abilitata EMDR I livello
  • Orientamento cognitivo costruttivista basato sulla mindfulness

 

Sono una psicologa con formazione cognitivo-costruttivista, nei percorsi che propongo, l’intervento è fondato sulle attuali conoscenze scientifiche nell’ambito della psicologia, della clinica psicologica e delle neuroscienze, sulla mia psicoterapia personale e sui continui approfondimenti formativi.

 

Nei primi colloqui, in genere due o tre, viene definito e parzialmente riformulato l’obiettivo che la persona intende raggiungere attraverso il percorso psicologico che decide di intraprendere.

 

Talvolta una parte consistente del percorso iniziale consiste proprio nella ridefinizione dell’obiettivo personale da iniziale constatazione di disagio vissuto come connesso a determinate situazioni esterne a meccanismi interni che sostengono la sofferenza.

 

I meccanismi interni impliciti, appresi nel corso della propria storia di vita, durante l’intervento possono diventare consapevoli attraverso la relazione, le narrazioni e le strategie utilizzate e consentire cambiamenti a livello cognitivo, emotivo e comportamentale che avranno in particolare effetti sulla percezione di disagio emotivo e sulle emozioni in generale.

 

L’intento non è di modificare o far modificare la situazione esterna, ma il modo di interpretarla, il modo di porsi nei confronti della realtà con maggiore consapevolezza del proprio funzionamento e della propria unicità.

 

Il percorso, in generale, consente di dare un senso personale e del tutto soggettivo al proprio sentire, pensare e agire che permette di trovare un proprio modo di stare nel mondo cui segue la capacità di agire con intenzione le proprie scelte di vita puntiformi e a lungo termine in una condizione di maggiore benessere psicologico o minore attivazione emotiva.

 

Lo specifico obiettivo nelle sue iniziali e successive riformulazioni rimane il focus primario dell’intervento che può a tratti allontanarvisi per tornarvi comunque in conclusione del percorso.

 

Non è raro che alcune persone, una volta raggiunto l’obiettivo specifico che le ha portate ad intraprendere il percorso, decidano poi di affrontare altre questioni di vita che sentono irrisolte oppure si rendono conto che il percorso ha agito su altre aree di vita e lo prolungano per consolidare i risultati.

 

Non esiste una ricetta buona per tutti, o dei consigli che funzionano per tutti, salvo alcuni temi di psicoeducazione che rischiano però, se acquisiti al di fuori di un percorso personale, di rimanere in superficie e trasformarsi in regole generalizzate da seguire e configurarsi come ulteriore fardello che può alimentare autogiudizi negativi. Il percorso funziona proprio perché è in relazione e perché non propone una soluzione dall’alto, è la persona che lentamente apprende a trovare da sola la soluzione adeguata e compatibile con la sua storia di vita adattando a sé le conoscenze mediate dal percorso psicologico che è potentemente soggettivo.