Aggressività intrafamiliare

Aggressività intra-famigliare

Il conflitto interno alla famiglia genera conoscenza e consente di stabilire confini sani, attraverso l’esplicitazione di posizioni contrastanti è possibile costruire un terreno che consenta la negoziazione e la crescita dei membri della famiglia.

Quando il conflitto diventa disfunzionale?

Le possibilità sono diverse: può esserci silenzio tra partner o tra genitori e figli con isolamento e incomunicabilità, può esserci la sottomissione passiva di uno dei due partner o la condiscendenza passiva dei figli, può esserci la rabbia agita impulsivamente che si può talvolta trasformare in aggressività verbale o fisica tra genitori o tra genitori e figli o figli e genitori oppure ci sono manifestazioni internalizzanti in cui la rabbia e la tristezza connesse al conflitto si trasformano in uno o in tutti i membri della famiglia in disagio mentale: ansia. pensieri ossessivi, rimuginio, depressione, disregolazione emotiva e impulsività, disturbi alimentari che possono poi manifestarsi in comportamenti disfunzionali come abuso di sostanze, isolamento, problemi scolastici, dipendenze comportamentali e altro.

Nel conflitto disfunzionale l’ambiente familiare è litigioso o è assente la comunicazione, non c’è la possibilità di esplicitare i propri stati interni senza che si generi un’atmosfera caratterizzata da urla e allontanamenti, invalidazione, silenzio e disconnessione o violenza vera e propria.

Potrebbe essere d’aiuto un approccio al problema che tenga conto del sistema famiglia nel suo complesso senza sanzionare il soggetto portatore del disagio manifesto.

Se un figlio ha problemi scolastici è molto probabile che la relazione familiare presenti aspetti disfunzionali, così come se una madre è depressa, o il padre rabbioso per fare alcuni esempi. Non si tratta quindi di trovare un capro espiatorio cui attribuire la responsabilità dell’andamento della relazione famigliare problematica ma di prendere atto che le responsabilità sono relazionali e molto probabilmente traggono origine dalla storia di vita di ogni singolo membro della famiglia. Non si tratta di colpe dei genitori o di figli disfunzionali.

La violenza intrafamiliare può essere letta come un fenomeno relazionale legato a specifici pattern di funzionamento del sé.

La violenza non è solo un comportamento aggressivo, ma è il risultato di:

  • Difficoltà nella regolazione degli stati mentali
  • Deficit o rigidità metacognitiva
  • Schemi interpersonali disfunzionali interiorizzati
  • Vulnerabilità legate alla storia di attaccamento

La violenza può essere vista come una modalità estrema di gestire stati emotivi intollerabili o di difendere un senso fragile di identità.

Ruolo della metacognizione

Un concetto centrale è la metacognizione, cioè la capacità di:

  • Riconoscere i propri stati mentali
  • Comprendere quelli altrui
  • Riflettere su emozioni, intenzioni e significati relazionali

Nella violenza familiare spesso si osservano:

  • Scarsa consapevolezza delle proprie emozioni
  • Attribuzioni malevole rigide verso il partner o i figli
  • Difficoltà a mentalizzare l’altro come soggetto separato.

Cicli interpersonali e violenza

Si ipotizzano cicli relazionali patologici, dove:

  • La persona aggressiva può vivere minaccia di abbandono, umiliazione o perdita di controllo
  • La vittima può sviluppare strategie di sottomissione, ipervigilanza o auto-svalutazione
  • Le interazioni rinforzano il mantenimento del sistema violento.

Un percorso familiare o individuale di psicoterapia può essere utile per sciogliere il nodo.

Ogni famiglia ha una sua storia e una storia a sua volta con la famiglia di origine dove si sono appresi i modelli relazionali e le aspettative che sono impliciti e automatici. Non si tratta di comprendere di chi è la colpa ma di esplicitare i desideri sottostanti la rabbia che rende ingestibile il conflitto.

Ovviamente è sanzionabile e inaccettabile la violenza quando diventa fisica e psicologica, in questo caso sono violati i confini interpersonali e il soggetto che agisce la violenza deve essere fermato, la violenza punita e l’autore della violenza possibilmente curato.

A volte all’interno di un sistema familiare ci sono squilibri economici o affettivi che impediscono di uscire da situazioni drammatiche di violenza psicologica o fisica agite, qui è assolutamente necessario chiedere aiuto per essere assistiti in un percorso di autonomizzazione e denuncia dei fatti.

Ogni storia familiare è unica e irripetibile e va osservata con rispetto e attenzione evitando generalizzazioni e pregiudizi.

La violenza intrafamiliare è qualsiasi forma di abuso che avviene all’interno del nucleo familiare o tra persone legate da una relazione di intimità. Può essere fisica, psicologica, sessuale, economica o digitale e colpisce soprattutto donne, bambini e persone vulnerabili.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza domestica è un importante problema di salute pubblica e può avere conseguenze gravi sulla salute fisica e mentale delle vittime.

Segnali comuni

  • Paura o ansia nei confronti di un familiare
  • Isolamento sociale imposto
  • Controllo delle attività, del denaro o delle relazioni
  • Minacce, insulti o aggressioni fisiche
  • Svalutazione continua della persona

Cosa fare se si subisce violenza

  • Parlare con una persona di fiducia
  • Cercare supporto psicologico o legale
  • Contattare centri antiviolenza
  • In caso di pericolo immediato, chiamare le emergenze (112)

Dr Marina Ugolini

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