Sistema Motivazionale Esplorativo
Riflessioni sull'autonomia
Marina Ugolini
21 pagine
E-book Sistema motivazionale esplorativo
Riflessioni sull'autonomia
Il sistema motivazionale esplorativo è il sistema che orienta l’individuo verso la scoperta, l’apprendimento, la curiosità e lo sviluppo delle proprie competenze. La sua funzione evolutiva è permettere l’adattamento all’ambiente attraverso l’esplorazione, l’acquisizione di nuove informazioni e il potenziamento delle risorse personali.
Si attiva quando percepiamo novità, opportunità o possibilità di crescita. Le emozioni associate sono curiosità, interesse, entusiasmo, senso di efficacia e soddisfazione per la conquista di nuove abilità. Quando è ben regolato, sostiene l’autonomia, la creatività e la realizzazione personale.
Dal punto di vista relazionale, il sistema esplorativo consente di mantenere un equilibrio tra vicinanza e indipendenza: permette di avere interessi propri, spazi personali e obiettivi individuali senza compromettere il legame affettivo.
Quando si struttura in modo disfunzionale può manifestarsi come:
- Inibizione dell’esplorazione (paura del nuovo, evitamento delle sfide, dipendenza eccessiva dalla sicurezza relazionale);
- Iper-autonomia difensiva (distacco emotivo, rifiuto del bisogno di supporto, difficoltà a cooperare);
- Senso di colpa legato all’indipendenza (timore che crescere o differenziarsi danneggi la relazione);
- Ricerca compulsiva di novità (fuga da responsabilità o intimità);
- Assenza di confini (incapacità a definire i propri obiettivi e desideri sin modo autonomo).
Comprendere il proprio sistema esplorativo aiuta a riconoscere il rapporto con l’autonomia, la crescita personale e la gestione dell’equilibrio tra indipendenza e legame nelle relazioni.
Elogio del limite
tra accettazione e superamento
Un percorso di consapevolezza tra imperfezioni e sfide verso l’autenticità
Marina Ugolini
184 pagine
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Elogio del limite tra accettazione e superamento
Un percorso di consapevolezza tra imperfezioni e sfide verso l’autenticità
Questo libro ha come spunto alcuni articoli che ho scritto nel corso del tempo, a partire da questi e dal lavoro con i miei clienti ho pensato di ampliarli, svilupparli e costruire un possibile percorso che potesse in qualche modo contribuire al benessere delle persone e potesse essere uno stimolo alla trasformazione creativa di sé.
La parola limite evoca un continuo incrociarsi e sovrapporsi e distinguersi di significati tra confine e imperfezione, tra superamento e accettazione, tra conosciuto e ignoto, tra trasgressione e sfida, tra umanità e onnipotenza, tra ostacolo e superamento.
Il limite rappresenta un ostacolo, un confine, una demarcazione che delimita ciò che è noto, sicuro e accettabile da ciò che è ignoto, rischioso o proibito.
Il limite affascina, spaventa, può attrarre o respingere.
Quando considerato come un confine da superare, il limite può diventare una sfida e un'opportunità per crescita e progresso, può stimolare la curiosità e il bisogno di conoscere, vedremo come l’essere umano sia predisposto geneticamente all’esplorazione e alla scoperta e come le esperienza e di vita possano interferire con questa propensione.
L’imperfezione umana è un concetto intrinsecamente legato alla natura dell’essere umano che è incompleto, fragile, lacerato. L'imperfezione umana è una realtà intrinseca dell'esistenza, di fronte alla quale siamo talvolta ciechi o annichiliti, che coinvolge tutti gli aspetti della vita e mostra infinite sfaccettature; riconoscerla, accettarla e lavorare per migliorarsi continuamente, senza aspirare alla perfezione assoluta è il compito al quale ognuno di noi è esposto.
Accettare il limite intrinseco della natura umana sembra consentire al soggetto di aprirsi al mondo con curiosità ed empatia e di uscire dal confronto, dalla prestazione, dal perfezionismo, dalla cieca onnipotenza. L’accettazione del proprio limite temporale, conoscitivo, biologico, fisico, emotivo, della possibilità di controllare il mondo sociale e relazionale, conduce al contatto con la nostra essenza.
Navigare l'invisibile
Emozioni e autoregolazione
Marina Ugolini
107 pagine
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emozioni e autoregolazione
Questo libro nasce dal desiderio di restituire voce a ciò che troppo spesso viene zittito: la rabbia giudicata, la tristezza temuta, la paura derisa, la gioia ridotta a obbligo sociale, l’amore incastrato in copioni rigidi, la vergogna nascosta, l’invidia negata.
Questo libro è anche un esperimento di collaborazione con chat gpt per conoscerne potenzialità e limiti.
Non è un manuale, è un invito. A fermarsi. A sentire. A osservare senza giudizio. A non temere ciò che dentro di noi preme per emergere.
Ho scelto di intrecciare saperi diversi: la psicoterapia cognitivo-costruttivista, con il pensiero di Guidano e Liotti, la profondità di Bion, la clinica, la teoria, la mia psicoterapia e il vissuto. Nessun linguaggio è mai abbastanza per raccontare il mondo interno. E forse proprio per questo, ogni linguaggio può essere utile.
Questo libro è per chi sente troppo e per chi non sente più. Per chi vuole smettere di temere le proprie emozioni. Per chi è stanco di combattere contro il proprio sentire. Per chi cerca un modo più umano di stare con sé stesso.
Non offre scorciatoie, ma domande. E, a volte, le domande sono già un inizio.

